La parola nota a tutti gli uomini di Osvaldo Frasari.

«…ti ho cercata in così tanta carne, su chilometri di pelle e sfilze di labbra e decine di ventri e miliardi di capelli e di seni e di occhi e di mani e di schiene e di cosce che non sarei affatto sorpreso d’incontrarti, elusa all’appello dei sensi, sul bordo della mia pura illusione, a passeggiare spensierata con un fiore in bocca».

Il romazo è edito da Spring Edizioni, da marzo 2018.

Il titolo, dal contenuto piuttosto misterioso, spinge a voler scoprire quale sia la “parola nota” a tutti. Ma riflettendo bene, il titolo è la trasformazione in forma dichiarativa dell’espressione interrogativa “Qual è la parola nota a tutti gli uomini?” del romanzo di James Joyce, “Ulisse”.

La parola nota a tutti gli uomini è il racconto della vita di un uomo che alle soglie dei suoi trent’anni compie un percorso di ricerca per ristabilire un contatto con se stesso e con il mondo circostante. All’interno del romanzo non esiste una trama, bensì ci sono elementi narrativi ispirati alla sua vita, alla sua infanzia, alle sue esperienze, in ciò che crede, in ciò che ha vissuto, alle donne che ha avuto e in ciò che cerca, soprattutto in ciò che non trova. È un’analisi della costante ricerca di qualcosa di definito nelle parole, ma che nella sostanza non si sa cosa sia e quale forma abbia.

L’argomento principale è la ricerca costante di tutto quello che esiste all’interno dei rapporti umani. Infatti con riflessioni argute, molte volte volutamente provocatorie, magistrali, ipnotiche, l’autore ci porta a riflettere e addentrarci nel suo pensiero e nel suo mondo, e pone il lettore a interrogarsi sulla propria idea circa le relazioni, in quanto sono piene di insicurezza e di zone d’ombra.

Le pagine del romanzo sono composte dai frammenti che hanno costituito l’identità dello scrittore e lo fa rievocando i ricordi del passato, recuperando i ricordi dell’infanzia fino a quelli più feroci dell’adolescenza, fino a giungere sui confini ancora instabili del presente.

Pubblicato da grazianagirovaga

Il mio nome è Graziana e nella vita sono traduttrice freelance; tra un caffè e l’altro, una traduzione e un viaggio, scrivo recensioni di libri e articoli sul web. Nella vita ho sempre creduto nella libertà di espressione. Questo ideale mi ha spinto a conseguire la laurea in Lingue e Letterature straniere e a specializzarmi nelle traduzioni. Per me tradurre non è solo riportare il significato letterale, ma restituire anche l’atmosfera, il suono, la frase, trovare il senso e non rovinare quello che l’autore ha cercato di costruire. Ambisco all’invisibilità perché la mia penna non si deve vedere. E’ un blog che nasce in maniera spontanea un pomeriggio di primavera, con l’intento di riunire i miei interessi: lettura, forme d’arte, viaggi e attività interessanti, così da poter cogliere i diversi aspetti della cultura e informarvi. Mi auguro un giorno che la cultura scevra da ogni manipolazione e repressione e che sia ricca di diversità.

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