Cosa accomuna le tradizioni italiane con il superuomo tedesco e con l’ateismo nazista?

Libri, film, musei, monumenti: sono strumenti finalizzati al ricordo e al racconto di un evento. Ricordare è doloroso, ma è indispensabile per costruire il futuro, perché mai più si ripetano nella storia. Portarne il ricordo significa ricordare a quali abissi l’uomo può arrivare. E a tal proposito oggi voglio porre l’attenzione alle conseguenze dell’emanazione delle leggi razziali, avviate il 5 settembre del 1938. Un provvedimento firmato da Vittorio Emanuele III, approvato dal fascismo per volontà del Duce. In Germania erano già state emanate agli inizi degli anni Trenta. E oggi, ottantuno anni fa, salì sul palco Mussolini davanti al Municipio in Piazza Unità d’Italia a Trieste, annunciandone il contenuto, rivolte prevalentemente contro le persone di religione ebraica. Questo è l’inizio dell’orrore, combattuto da pochissime, isolate voci.

Le norme, molte sono anche amministrative, ebbero un impatto irreversibile sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini italiani, che non poterono più lavorare, formarsi, contribuire alla crescita individuale e dei propri figli, e non poterono più sposarsi con italiani di religione ebraica. Alunni cacciati dalle scuole, dalle accademie, dalle istituzioni culturali. I tanti cittadini italiani ebrei o solo ebrei, sempre distinti, colti e corretti, vengono privati dei loro beni. Ma perché il regime li aveva colpiti in tal modo?

Spesso penso al motto rivoluzionario francese: liberté, égalité, fraternité. Non ho nulla da dire sulla prima e sulla terza, ma avrei da dire molto sulla seconda. Perché, per quanto si possa dire, tra gli uomini non vi sarà mai uguaglianza, ci saranno sempre i belli e i brutti, gli intellettuali e gli ignoranti, e così via. E’ giusto aggiungere che tra gli uomini ce ne sono alcuni più uguali degli altri, anche durante il periodo in questione. Sono coloro che hanno studiato, che hanno viaggiato, che hanno razionalmente elaborato esperienze e conoscenze, che parlavano più lingue, erano gli uomini di mondo. O semplicemente erano persone di cuore. Persone che non avevano pregiudizi, ma hanno cercato un escamotage per aiutare gli ebrei. Infatti molte furono le famiglie che presero in affido ragazzi ebrei, nonostante ci fosse il pericolo di essere scoperti. Un atto di coraggio e d’eroismo che permisero di salvare tante vite umane.

Un anno dopo scoppiò la Seconda Guerra mondiale, l’Italia entra in guerra a fine giugno del 1940. Il cibo iniziò a scarseggiare e inizia il razionamento perché una nazione in guerra produce di meno di quello che si mangerebbe senza regole, perché i contadini sono diventati soldati, perché si ricevono meno alimenti dall’estero, in quanto le nazioni fornitrici sono nemiche o le vie del mare sono bloccate dalle flotte o dalle piazzeforti avversarie. Così le famiglie si organizzano per andare a pescare al fiume, e mangiare il pesce e le rane. I rifugi erano sempre più pieni di gente che viveva nell’attesa che arrivassero gli americani.

Le strade erano silenziose, per l’ovvio timore di parlare vicino a un nemico che poteva ascoltare. La cosa peggiore era notare le forti differenze rispetto a ciò che scrivevano i giornali stranieri e a ciò che si sentiva in Italia alla radio. Differenze note a chi viveva al confine con la Svizzera, paese neutrale.

Intanto la macchina dello sterminio veniva costantemente mantenuta nella massima segretezza; nessuna indicazione veniva fornita sulla destinazione dei luoghi dei convogli ferroviari che da tutta Europa trasferivano gli Ebrei, e non solo, diffondendo voci su nuovi insediamenti confortevoli creati appositamente per loro. Il segreto restò tale fino al 10 dicembre 1942, grazie al documento “lo sterminio di massa degli ebrei nella Polonia occupata dai tedeschi” scritto dal ministro degli esteri di Polonia Edward Raczynski, e inviato a tutti i governi dei paesi aderenti alle Nazioni Unite.

La persecuzione contro gli ebrei è tanto immotivata quanto presente nella storia europea.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: